Se si parla delle divisioni delle Waffen-SS impiegate nella Seconda guerra mondiale, la 6. SS-Gebirgs-Division “Nord” non figura certo tra le più celebri. Eppure, il suo contributo operativo fu tutt’altro che marginale. Il libro “Nord – 6. SS-Gebirgs-Division” di Massimiliano Afiero, edito da Ritterkreuz nel 2014, rappresenta uno dei più completi studi disponibili in lingua italiana sull’argomento, con un’analisi storica accurata e documentata, arricchita da immagini rare, mappe dettagliate e testimonianze d’epoca.
Un’opera fondamentale per appassionati e studiosi di storia militare
Il volume di Afiero si distingue per l’approfondimento minuzioso e la narrazione cronologica e fluida delle vicende che segnarono il cammino della divisione “Nord” dal 1941 al 1945. Con 186 pagine dense di contenuti, il libro racconta la genesi, le difficoltà iniziali, le operazioni sul fronte finlandese e l’ultima disperata offensiva sul fronte occidentale. Una lettura essenziale per chi vuole comprendere non solo gli eventi bellici, ma anche le dinamiche organizzative, logistiche e strategiche di una divisione SS da montagna.
Le origini: dal Kampfgruppe Nord alla divisione “Nord”
La divisione trae le sue origini dal Kampfgruppe Nord, formato il 28 febbraio 1941 con reparti delle SS-Totenkopfstandarten 6ª e 7ª dislocati in Norvegia. All’epoca, non si trattava ancora di una vera unità da montagna, ma di fanteria generica. Composta da volontari di diversa provenienza, tra cui Volksdeutsche ungheresi, rumeni e norvegesi, l’unità venne rapidamente impiegata nel teatro artico, in preparazione dell’Operazione Barbarossa, il piano tedesco per l’invasione dell’Unione Sovietica.
L’Operazione Silberfuchs e il disastro di Salla
Nel giugno 1941 la divisione fu coinvolta nell’Operazione Silberfuchs (Volpe Argentata), che mirava a conquistare Murmansk, porto vitale per i rifornimenti alleati verso l’URSS. Il battesimo del fuoco, però, fu disastroso: mal addestrata e male equipaggiata, l’unità subì una pesante sconfitta nell’attacco contro le fortificazioni sovietiche di Salla, con centinaia di caduti in pochi giorni.
Il rapporto del comandante Karl Maria Demelhuber fu chiaro: le truppe non erano pronte. Il comando germanico, tuttavia, ignorò l’allarme, mandando in battaglia una divisione impreparata. L’episodio segnò profondamente la reputazione dell’unità, ma non ne decretò la fine.
Una lunga guerra di posizione nella taiga artica
Dopo la disfatta, la divisione fu riorganizzata e, sotto il comando del generale finlandese Sillasvuo, partecipò a un lungo conflitto statico nella regione di Kiestinki. Per oltre 1.200 giorni, la “Nord” combatté in condizioni climatiche estreme contro le forze sovietiche, tra freddo, paludi, gelo e continui attacchi. Le offensive sovietiche, come quella dell’aprile 1942, vennero respinte con gravi perdite da entrambe le parti.
Nel settembre 1942 la divisione venne ufficialmente trasformata in unità da montagna, assumendo il nome di SS-Gebirgs Division Nord e ricevendo nuovi rinforzi, tra cui ufficiali esperti provenienti dalla divisione Totenkopf. Come simbolo fu adottata la Hagall Rune, emblema di fede e incrollabile determinazione.
I volontari norvegesi e lo Skijaeger Bataillon
Uno degli aspetti meno noti ma più suggestivi è la presenza di volontari norvegesi, organizzati in un’unità speciale di sciatori, lo SS-Skijaeger Bataillon Norge. Nati come piccola compagnia sciistica, questi uomini ricevettero addestramento militare in Alsazia e vennero impiegati in operazioni di pattugliamento e guerriglia invernale nelle foreste artiche. Nonostante le pesanti perdite, continuarono a combattere fino al 1944, distinguendosi per coraggio e determinazione.
La ritirata dalla Finlandia e i combattimenti contro gli ex alleati
Dopo l’armistizio tra la Finlandia e l’Unione Sovietica nell’estate del 1944, la divisione fu coinvolta nella guerra lappone, costretta a ripiegare sotto il fuoco sia dei sovietici che degli ex alleati finlandesi. Durante l’Operazione Birke, la “Nord” effettuò una marcia estenuante di oltre 800 km per rientrare in Norvegia, affrontando scontri violenti come quello a Rovaniemi, dove la città fu distrutta da un’esplosione catastrofica.
Operazione Nordwind: l’ultima offensiva sul fronte occidentale
Nel dicembre del 1944, la 6. SS-Gebirgs-Division “Nord” venne inviata sul fronte occidentale, prendendo parte all’Operazione Nordwind, l’ultima offensiva tedesca contro le forze alleate in Alsazia. In questa fase, i reparti della “Nord” si distinsero in durissimi combattimenti, come la battaglia di Wingen-sur-Moder, affrontando le forze americane in condizioni di netta inferiorità numerica e logistica.
Nonostante le continue perdite e la carenza di supporto aereo e artiglieria, i Gebirgsjäger della divisione dimostrarono una resistenza accanita, riuscendo persino ad accerchiare un intero reggimento della 45ª divisione americana, infliggendo gravi perdite.
Il crollo finale: Mosella, Reno e la dissoluzione
Tra febbraio e marzo del 1945, la “Nord” fu progressivamente ridotta a un’ombra di sé stessa. Dopo l’offensiva sul Ruwer e i combattimenti per difendere Trier, l’unità coprì il ritiro delle forze tedesche oltre il Reno, combattendo aspramente in condizioni drammatiche, senza cibo né munizioni.
Il 18 marzo 1945, con soli 3.000 superstiti su un organico originario molto più ampio, la divisione cessò di esistere come unità operativa. I resti si frammentarono in piccoli gruppi da combattimento, impegnati in azioni disperate fino alla resa in Baviera nel maggio del 1945.
Conclusioni: una divisione dimenticata, ma non irrilevante
La 6. SS-Gebirgs-Division “Nord” non fu mai una delle punte di diamante delle Waffen-SS, ma il libro di Massimiliano Afiero dimostra quanto fu cruciale, soprattutto sul fronte artico. La lunga guerra di posizione nella tundra, l’impiego di volontari stranieri, le battaglie invernali e la tragica ritirata attraverso la Finlandia raccontano una storia spesso trascurata, ma densa di eventi e significato.
Grazie a un’opera completa, basata su fonti storiche attendibili e arricchita da materiali d’archivio, “Nord – 6. SS-Gebirgs-Division” è oggi una delle pubblicazioni più importanti dedicate a questa divisione. Una lettura imprescindibile per gli appassionati di storia militare e per chi cerca una visione più ampia e documentata dei fronti meno conosciuti della Seconda guerra mondiale.
