L’ESERCITO ITALIANO TRA OTTOCENTO E NOVECENTO Visualizza ingrandito

L’ESERCITO ITALIANO TRA OTTOCENTO E NOVECENTO

S.Pelagalli

24,00 €

Un secolo di missioni all’estero (1855-1956)

  • Codice: 067G084
  • ISBN:
  • Autore: S.Pelagalli
  • Editore: Ass. Italia
  • Note: Illustrazioni e mappe
  • Formato: 15 x 23
  • Lingua: Italiano
  • Rilegatura: Brossura
  • Pagine: 288

Codice: 067G084
ISBN:
Autore: S.Pelagalli
Editore: Ass. Italia
Note Illustrazioni e mappe
Formato 15 x 23
Lingua Italiano
Rilegatura Brossura
Pagine 288

La dissoluzione del Patto di Varsavia, conseguente alla caduta del muro di Berlino (1989), cambia totalmente i criteri d’impiego dell’esercito italiano. Nel mezzo secolo precedente, esso ha trovato impiego all’estero soltanto in due occasioni: Somalia (1950-1956) e Libano (1982). Quelle che allora erano eccezioni, sono ora diventate normale attività, tenuto anche conto dell’introduzione del servizio militare volontario. Le missioni all’estero sono state però frequenti nell’Italia liberale di fine ‘800 e primo ‘900, sotto il Fascismo e fino alla seconda guerra mondiale: il racconto che segue ne è la dimostrazione, ricostruendo in dettaglio tutte le spedizioni italiane, da quelle più note a quelle dimenticate; dall’invio delle truppe dell’Armata Sarda in Crimea da parte di Cavour (1865-1866) alle missioni del Regio Esercito in Caucaso (1862-1863), Creta (1897-1906), Cina (1900-1905), Macedonia (1904 e 1916), Rodi (maggio 1912), Albania (1914, 1927 e 1939), Russia (1915-1918), Siberia (1918-1921) e Murmania (1918-1919), Palestina (1917-1921), Francia (1918-1919), Anatolia (1919-1923), a Fiume (1918-1921) e Dalmazia (1918-1920), in Polonia (1919-1923), Transcaucasia (1919-1920), Corfù (1923), nella Saar (1934-1935) e a Shanghai (1937-1938) sino al corpo di sicurezza della Repubblica Italiana in Somalia (1950-1956), e le missioni diplomatiche a Vienna (1918-1920), a Berlino e in Romania (1943).