I COLORI DELL’AVIAZIONE LEGIONARIA Visualizza ingrandito

I COLORI DELL’AVIAZIONE LEGIONARIA

P.Waldis-M.De Bortoli-A.Brioschi

29,00 €

Cieli di guerra

  • Codice: 156D013
  • ISBN:
  • Autore: P.Waldis-M.De Bortoli-A.Brioschi
  • Editore: GLI ARCHIVI RITROVATI
  • Note: 79 foto e ben 120 profili a colori
  • Formato: 29.7 X 21
  • Lingua: Italiano
  • Rilegatura: Brossura
  • Pagine: 216
  • Anno di pubblicazione: 2021

Codice: 156D013
ISBN:
Autore: P.Waldis-M.De Bortoli-A.Brioschi
Editore: GLI ARCHIVI RITROVATI
Note 79 foto e ben 120 profili a colori
Formato 29.7 X 21
Lingua Italiano
Rilegatura Brossura
Pagine 216
Anno di pubblicazione 2021

L’influenza della Guerra di Spagna sulla genesi delle colorazioni mimetiche Italiane è ben nota. Fu proprio in Spagna, infatti, che per la prima volta fu sentita l’esigenza di mascherare gli aeroplani per difenderli dall’osservazione e dall’offesa del nemico, contrariamente alla campagna d’Etiopia dove, benché fosse stata combattuta solo l’anno prima, era totalmente mancata la componente aerea avversaria e, di conseguenza, l’esigenza principale era stata semmai quella di ottenere la massima visibilità dall’alto.

La Spagna rappresenta quindi un periodo di grande sperimentazione che servì a definire tutti gli schemi mimetici che sarebbero poi stati impiegati in sostanza dalla Regia Aeronautica per anni, fino a metà del secondo conflitto mondiale.

Infatti, gli schemi mimetici sperimentati in Spagna furono rapidamente trasferiti alle norme di verniciatura emanate dalla Regia Aeronautica già nell’estate del 1937 per gli aeroplani di nuova costruzione, segnando al contempo il superamento degli schemi mimetici a bande contrastanti, precedentemente usati in analogia a quando stava avvenendo anche in altri paesi.

Anche dal punto di vista delle insegne il periodo si rivela estremamente ricco di stemmi personali e di reparto (alcuni dei quali ancora in uso ai giorni nostri), forse a causa di una certa libertà di espressione consentita dal fatto di sentirsi liberi dai formalismi e dai regolamenti della forza armata in patria, o forse anche per il semplice fatto che il periodo era caratterizzato da un diffuso entusiasmo e ottimismo, tipici delle campagne vittoriose.