LA GUERRA DEL GOLFO Visualizza ingrandito

LA GUERRA DEL GOLFO

M.Arpino

25,00 €

Diario di una guerra dimenticata

  • Codice: 099G002
  • ISBN:
  • Autore: M.Arpino
  • Editore: Storia Militare
  • Note: Numerose immagini e cartine
  • Formato: 17 x 24
  • Lingua: Italiano
  • Rilegatura: Rilegato Con Sovracc.
  • Pagine: 136
  • Anno di pubblicazione: 2021

Codice: 099G002
ISBN:
Autore: M.Arpino
Editore: Storia Militare
Note Numerose immagini e cartine
Formato 17 x 24
Lingua Italiano
Rilegatura Rilegato Con Sovracc.
Pagine 136
Anno di pubblicazione 2021

La Guerra del Golfo – Diario di una guerra dimenticata è l’ultimo libro pubblicato da “STORIA Militare”. In parallelo alle testate mensile e bimestrali, infatti, la nostra casa Editrice produce alcuni selezionatissimi lavori, sotto forma di volumi tradizionali caratterizzati da una veste editoriale e grafica particolarmente curata. Ricordiamo, ad esempio, Adriano Visconti. L’aviatore di Tripoli di Giovanni Massimello, tra l’altro risultato vincitore, nel 2019, nella sezione storica del premio letterario aerospaziale “Giulio Douhet”.

Sono trascorsi trent’anni esatti dalla “Guerra del Golfo” e la sensazione che questa importante esperienza di conflitto moderno, combattuto anche da un reparto di cacciabombardieri “Tornado” della nostra Aeronautica Militare, stesse silenziosamente scomparendo dalla memoria collettiva, hanno spinto l’autore – il generale pilota Mario Arpino, già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare e, successivamente, della Difesa – a realizzare un libro che nasce dal suo diario operativo. Il diario venne tenuto mentre, a Ryadh, il generale Arpino era il “coordinatore nazionale” (ambigua definizione, specchio dei tempi dei fatti narrati) nel comando aereo della Coalizione internazionale che, sotto l’egida dell’ONU, combatté per liberare il Kuwait invaso dall’Irak, nell’estate del 1990.

Senza peli sulla lingua il libro, a partire dalla prefazione del professor Stefano Silvestri, esperto di relazioni e politica internazionali, racconta tutte le difficoltà politiche che la partecipazione italiana incontrò, a partire da quelle dovute al Governo Andreotti e al Parlamento, nel cui ambito le decisioni necessarie e spesso impellenti furono invece prese troppe volte con le ben note lentezza e ambiguità della politica nazionale. Difficoltà così poco comprensibili all’estero, iniziando con la motivazione ufficiale assunta per l’invio di un reparto di Tornado, cioè quella di fornire copertura a un gruppo navale (GRUPNAV 20) della Marina Militare, il quale – in realtà – per posizionamento e compiti assegnati non ne aveva assolutamente bisogno...

Ma il libro del generale Arpino è soprattutto ambientato “in prima linea”, dove la guerra era appunto tale e veniva combattuta da tutte le forze della Coalizione. Il lavoro è strutturato principalmente su tre parti: la prima, dedicata alla preparazione delle forze rischierate nel teatro, alla pianificazione delle operazioni e al “targeting”, cioè l’analisi degli obiettivi e lo studio delle soluzioni migliori per colpirli. La seconda parte è tratta dal diario operativo dell’autore e descrive dettagliatamente le operazioni nel teatro, iniziate nell’ambito del rischieramento internazionale denominato “Desert Shield” (scudo del deserto) e confluite, allo scadere dell’ultimatum dell’ONU, nella campagna denominata “Desert Storm” (Tempesta del deserto), volta a neutralizzare l’apparato militare iracheno per procedere alla liberazione, sul terreno, del territorio del Kuwait. In questa seconda parte, che è sicuramente quella più estesa e importante del volume e che solo dopo la successiva “desecretazione” delle informazioni è stato possibile descrivere dettagliatamente, Mario Arpino racconta, giorno per giorno, la vita dei nostri equipaggi e del suo ridottissimo ma molto motivato staff di comando, l’addestramento, le missioni operative ma anche giorni e notti sotto la costante minaccia degli attacchi missilistici iracheni che colpirono più volte la città di Riyadh e i suoi dintorni.

Il generale Arpino, apprezzato e ben inserito nello staff di comando internazionale del generale dell’USAF Chuck Horner (“CENTAF” –  comandante delle forze aeree) della Coalizione, non omette di raccontare nemmeno i momenti d’imbarazzo nella Coalizione dovuti alla politica romana (per intendere nazionale, sia chiaro), che non aveva la minima idea di come si dovesse agire quando si imviano dei soldati in guerra; continui sottili distinguo, precisazioni estenuanti e imposizione di limiti operativi davvero poco realistici che lasciarono spesso perplessi i nostri alleati più avvezzi al combattimento e, a volte, frustrarono i nostri equipaggi di volo.